Con il decreto aiuti Quater viene alzata l’asticella dei fringe Benefit fino a 3000 euro (nella precedente versione della norma la soglia era stata posta a 600 euro). Inoltre, con il suddetto decreto, è possibile utilizzare i fringe benefit anche per il pagamento o rimborso delle utenze domestiche di acqua, luce e gas. In pratica, una agevolazione che il legislatore ha concesso per far fronte al caro prezzi e al caro bollette che stanno gravando sulle spalle delle donne e degli uomini in Italia.
Per regolamentare la fiscalità dei “nuovi” fringe benefit, si fa riferimento alla Circolare 35/2022 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate all’interno della quale, oltre alla regolamentazione del regime di tassazione al superamento della soglia, viene anche data la possibilità di corrispondere di fringe ad personam.
Si riduce solo a questo il concetto di Welfare?
Interpretare il welfare aziendale come una mera erogazione di fringe benefit legata all’emergenza del momento storico, o come una applicazione passiva della norma, significa stravolgere l’idea di innovazione e sviluppo sociale intrinseca al concetto stesso di welfare. Da un punto di vista psicologico, i fringe benefit, seppur necessari come sostegno economico per i cittadini e le cittadine, possono essere visti come una leva motivazionale fine a stessa, che non coinvolge le persone nella crescita dell’impresa, in termini di corresponsabilità del datore e del lavoratore.

“Va bene per l’esenzione ma non chiamiamolo Welfare. In questo modo si depotenzia uno strumento virtuoso che ha innanzitutto il pregio di portare innovazione organizzativa. Le aziende preferiranno la semplicità di un buono benzina o di un buono acquisto. Se poi confermeranno che è concedibile ad personam, sarà la morte di una speranza di Welfare, soprattutto nelle piccole e medie aziende”
Claudio Cavaliere – Consulente del lavoro ed esperto di welfare aziendale
La visione che il vero Welfare aziendale promuove è quella di una convergenza tra l’interesse per la crescita dell’impresa e il benessere delle persone: l’ottica con cui deve essere letto è quella virtuosa del win-win tra datore di lavoro e lavoratore. Risulta, pertanto, di fondamentale impatto strategico dare rilievo alle figure specialistiche per un Welfare integrato e aprirsi all’ascolto reale ed attivo dei bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori.
Martina De Candia
