Sono stata/o assunta/o per questa posizione ma non credo di avere le capacità necessarie per svolgere il mio ruolo

Meglio che questo compito non lo svolga io altrimenti si capirebbe che non lo so fare

Ho superato l’esame ma ho solo avuto molta fortuna

“Spero che nessuno si accorga che non sono so fare questa cosa”

Questi sono alcuni esempi di pensieri e convinzioni prodotte da una persona con la Sindrome dell’Impostore. Nella società del perfezionismo e dell’eccellenza a tutti i costi, la Sindrome dell’Impostore ha trovato un campo fertile nel quale insinuarsi. 

Ma di cosa si tratta esattamente?

La sindrome dell’impostore è un fenomeno psicologico che si riferisce alla personale percezione di non meritare il successo né qualsiasi tipo di risultato positivo ottenuto nella propria vita. Quella dell’impostore è una sindrome che porta la persona a dubitare delle proprie capacità, guidandola in una spirale di auto-convincimento di non essere “realmente competente” o all’altezza delle situazioni sfidanti, nonostante i risultati tangibili e i riconoscimenti provenienti dall’ambiente esterno. Chi soffre di questa sindrome spesso si sente, appunto, un vero e proprio “impostore“, il quale vive nel timore che gli altri possano prima o poi “smascherarlo” e scoprire la sua inadeguatezza, convinto che i propri successi siano in realtà frutto della fortuna o della casualità.

L’incapacità di attribuire alla propria competenza i successi ottenuti e l’impermeabilità di queste convinzioni a qualsiasi evidenza oggettiva è frutto di processi di distorsione cognitiva, che portano la persona a minimizzare costantemente il valore personale, producendo narrazioni interne come, ad esempio, “non sono all’altezza di questo lavoro o di questa sfida”, “prima o poi scopriranno che dopo tutto non sono così bravo come sembro”, “il mio collega merita questo incarico più di me”.

In letteratura psicologica, la Sindrome dell’Impostore non è identificata come un disturbo, quanto più ad una tendenza alla produzione di pensieri de-valutanti; pertanto, non si parla di veri e propri “sintomi” ma sempre più di vissuti esperiti dal soggetto tendenzialmente caratterizzato da una bassa autostima e una propensione al perfezionismo e all’eccessivo controllo. 

Impatti sul Benessere e Sviluppo Organizzativo

All’interno dei contesti organizzativi e delle imprese, l’impatto della Sindrome dell’Impostore non si limita solo all’individuo, ma può avere un risvolto anche sulla crescita del team e sul raggiungimento degli obiettivi di performance

Infatti, se all’interno di un gruppo di lavoro vi sono persone che sperimentano la Sindrome dell’Impostore è possibile che vi sia un calo nella performance, poiché il timore di essere “scoperti” potrebbe portare ad un’autovalutazione eccessivamente negativa del proprio lavoro, ansia da prestazione e propensione alla procrastinazione cronica. Sebbene la persona con Sindrome dell’Impostore sia in grado di lavorare bene all’interno di un team – poiché la situazione “corale” del gruppo in qualche modo faciliterebbe il tenere nascosta la propria incapacità -, dall’altro è possibile che sviluppi una sfiducia nei confronti dei propri colleghi a causa della tendenza a comparare il proprio operato a quello degli altri con conseguente forte autocritica, sensi di colpa e vergogna in caso di errori. Infine, cercare costantemente di dimostrare il proprio valore o essere sovrastati dalla paura di fallire può portare a sviluppare livelli elevati di stress e ansia.

La Sindrome dell’Impostore oggi è molto diffusa soprattutto nella generazione tra Millenials e Gen Z, probabilmente anche grazie alla maggiore consapevolezza che queste hanno circa i fenomeni più comuni di natura psicologica e l’attenzione posta alla propria salute mentale. 

Questa analisi ci fa capire che le imprese devono impegnarsi a comprendere il fenomeno e sapere come affrontare la possibilità che all’interno del proprio team ci siano persone con Sindrome dell’Impostore, al fine di sapere come promuovere un ambiente sano, inclusivo e produttivo.

Come affrontare la Sindrome dell’Impostore 

Anche se la Sindrome dell’Impostore è un fenomeno psicologico complesso, esistono strategie che i singoli individui possono adottare per affrontarla:

  1. Riconoscere e accettare i propri successi
  2. Sfidare i pensieri negativi e riconoscere i pensieri di auto-sabotaggio 
  3. Cercare una rete di supporto parlando con un collega, un coach o uno psicologo del lavoro per affrontare la sindrome, ricevere feedback onesti e trovare soluzioni pratiche.

Conclusioni

La Sindrome dell’Impostore può avere un impatto significativo sul benessere psicologico dei dipendenti e sulla performance complessiva di un’organizzazione. Le aziende che investono nel riconoscere e affrontare questa condizione possono beneficiare di ambienti di lavoro più produttivi, inclusivi e motivanti. L’adozione di pratiche di supporto e sviluppo, insieme a una leadership consapevole, può fare la differenza nel creare una cultura aziendale in cui tutti si sentano valorizzati e riconoscano il valore che portano.

Martina De Candia