Lo scorso 18 settembre 2024 si è svolto presso l’ordine degli ingegneri il sesto appuntamento del ciclo di incontri di Atmosfere | 06_ Il Welfare Architettonico: la progettazione orizzontale per il benessere nei luoghi di lavoro, hanno relazionato Emanuela Megli, imprenditrice, formatrice e coach del benessere e Sebastiano Canzano, Architetto e Founder di Archimake.
Il concetto di Welfare architettonico nasce proprio dalla sinergia di queste due esperienze professionali differenti: da un lato l’architettura e dall’altro le scienze umane, in particolare la psicologia del lavoro e del benessere nelle organizzazioni; il punto di incontro delle due discipline si sostanzia in una sfida etica, ovvero “scoprire che oltre alla responsabilità sociale di un’impresa, c’è un impatto che ha a che fare con l’efficacia della gestione delle risorse umane (e quindi con la performance e di redditività) che se coinvolte e ingaggiate, si sentono riconosciute sul piano umano e sono portate a contribuire e “reciprocare” andando oltre i doveri da contratto di lavoro, fino al lavoro come “dono”, contributo di idee, di tempo e di se stessi come persone, oltre i ruoli” (Megli, Canzano, 2024).
Ma perché scegliere di avviare un progetto di Welfare Architettonico nella propria impresa?
La bellezza dei luoghi di lavoro rientra nella sfida etica posta dalla responsabilità sociale d’impresa, la quale concepisce gli ambienti non solo come spazi fisici, ma anche e soprattutto dei luoghi psicologici e sociali. Il workspace è dunque quello spazio sociale e psicologico che influenza le dimensioni di efficacia lavorativa migliorando la qualità della performance attraverso la leva del Benessere.
L’ambiente lavorativo, in tutte le sue dimensioni, è al centro della vita lavorativa di ogni persona. Un posto di lavoro che oltre a essere luogo di produzione deve essere anche di benessere. Molte aziende lavorano su questi aspetti, con interventi sulla disposizione e la misura degli spazi e degli arredi, sull’intensità della luce (naturale o artificiale), sull’eliminazione dei rumori e l’attenzione ai colori.
Il Welfare Architettonico adotta un approccio orizzontale alla progettazione, pertanto risponde ai bisogni reali delle persone che vivono gli ambienti nelle loro organizzazioni: Il Welfare Architettonico si costituisce come leva non solo estrinseca perché risponde a bisogni di bellezza estetica, ma anche, e soprattutto, intrinseca poiché soddisfa il bisogno di benessere del nostro ambiente interno individuale.
Già nel 1936, lo psicologo statunitense Kurt Lewin negli studi psicologici legati alle organizzazioni proponeva il concetto di Clima Organizzativo, definito come “Atmosfera sociale”. Per Lewin il concetto di clima si riferiva, appunto, ad “un qualcosa di intangibile, una proprietà della situazione sociale complessiva (…). Quell’atmosfera psicologica propria del sistema di percezioni e attribuzioni di significato che i protagonisti di un campo psicologico giudicano pertinente in uno spazio e in tempo dato” (Argentero, Cortese, Piccardo, 2009).
Per chi fa impresa è arrivato, quindi, il momento di compiere il salto di qualità, ovvero quella scelta strategica che distingue una realtà sensibile ai temi ormai comuni a tanti, da una realtà che fa innovazione partendo da sé stessa. I risultati degli interventi di Welfare Architettonico impattano sul benessere delle persone nelle organizzazioni attraverso la creazione di nuovi spazi fisici e mentali.
Martina De Candia
